03 dicembre 2008

Golpe di stato, aggiornamenti

Ancora una testimonianza del direttore di Radio Sol Mansi:

"...la Guinea sta vivendo giorni molto intensi e contrastanti. Vi scrivevo sul buon esito delle votazioni. Ha vinto il PAIGC con 67 deputati su 100, mentre il secondo partito ne ha 28. Altri 3 partiti hanno 1 deputato. Quindi risultati che promettono stabilità e possibilità di governare. Abbiamo intervistato il futuro primo ministro, che propone un programma molto interessante;quando fu primo ministro per un anno in effetti lavorò molto bene, ma allora fu fatto dimettere dal Presidente della Repubblica. Ora la gente si aspetta molto da lui. Purtroppo queste belle notizie sono state rovinate da chi vuole la Guinea Bissau in continua instabilità. La notte del 23 novembre un gruppo di militari ha attaccato la residenza del presidente della repubblica. Molti spari, una guardia presidenziale morta, vari feriti. Il Presidente e la famiglia "miracolosamente" illesi.La gente è demoralizzata. Ma qui il quadro si complica. Da una parte, di positivo, molte marce per la Pace: la gente è questo che vuole. Dall'altra, molte cose restano oscure. Perché un assalto di 4 ore con bazooka e altre armi militari non ha richiamato i tanti militari presenti in città? La polizia, che ha la sede a poche centinaia di metri… non ha sentito? Subito si sono alzate varie accuse (ai nemici del presidente), ma la versione ufficiale di un assalto armato con uno sforzo di difesa non tiene neanche alla più affrettata perizia balistica. Chi ne ha guadagnato è stato il Presidente, che da una settimana riceve visite, espressioni di solidarietà, incoraggiamento a continuare… Io non posso dirvi di più, per evidenti motivi. Chi ha orchestrato il tutto o non ha perso niente (solo 5 arrestati, i soliti militari mandati allo sbaraglio), o ci ha guadagnato con l'instabilità che favorisce ogni traffico illecito e il non rispetto della legalità. Chi ci ha perso è la gente: di nuovo paura, sfiducia di chi vuole investire in Guinea, rinvio di aiuti economici… "

24 novembre 2008

Mais um golpe na Guiné...

Infelizmente o civismo manifestado durante as eleições tem sido neutralizado por outra tentativa de golpe...
Na noite entre sexta e sábado – em concomitância com o meu 5º ataque de paludismo (!) - houve um assalto à casa do Presidente Nino Vieira. Houve pelo menos um morto e um ferido grave, conforme relataram os meios de comunicação. Todavia há ainda pormenores (!) que não foram esclarecidos, por exemplo o envolvimento dos políticos derrotados na intentona. Foram utilizadas armas pesadas: eu que moro no mesmo bairro ouvi tudo e claramente estava muito preocupada, parecia de estar em guerra. De qualquer forma, parece que a situação já esteja sob controle, embora haja pessoal estrangeiro das embaixadas e das grandes ONG internacionais que está a deixar o País.

PAIGC al governo

82% é stata la percentuale dei votanti nelle ultime legislative, i cui risultati sono stati ufficializzati venerdi. Vittoria schiacciante del PAIGC, Partito Africano per l’Indipendenza di Guinea-Bissau e Capo Verde, che si é assicurato ben 67 deputati in Parlamento, garantendo un governo forte (e - si spera - stabile) per i prossimi 4 anni. La vittoria é soprattutto di Carlos Gomes Júnior (Cadogo), candidato di punta del PAIGC, nel quale i guineensi hanno riposto le loro speranze di cambiamento. Incredibile assistere all’esultanza degli abitanti della capitale, subito dopo la lettura dei risultati alla radio: una manifestazione spontanea che si é sviluppata per le vie di Bissau e che - lo confesso - mi ha generato un certo groppo alla gola...
A questo punto i guineensi, e con loro chi si preoccupa delle sorti di questo Paese, non possono che augurarsi che la fiducia accordata a Cadogo sia stata ben riposta. Attendiamo fiduciosi...

19 novembre 2008

Elezioni, il giorno dopo...

Da una comunicazione di p.Davide Sciocco, direttore di Radio Sol Mansi:

"...domenica 16 novembre si sono svolte le elezioni legislative in Guinea Bissau. Dopo una campagna elettorale accesa ma senza incidenti, anche il giorno del voto le cose sono andate globalmente bene. Nessun episodio di violenza, e nonostante alcuni problemi organizzativi,tutti hanno potuto votare, anche nei luoghi più dispersi. Solo a Nord di Mansoa e Bissorà, per problemi organizzativi, il voto non si è realizzato e si sta svolgendo oggi (lunedì). La gente ha grande attesa, perché la situazione è davvero grave: la crisi alimentare sta colpendo i più poveri (cioè quasi tutti) in modo molto forte, ed è ormai normale, anche in Bissau, mangiare una volta sola al giorno. Le scuole pubbliche e l'università statale non hanno ancora iniziato l'anno scolastico e i funzionari non ricevono da mesi il magro stipendio. Per noi di radio Sol Mansi sono state settimane intense di lavoro e sensibilizzazione. Il fatto che campagna elettorale e elezioni si siano svolte senza disordini ci rallegra, perché pensiamo di aver dato la nostra parte, insieme alle altre radio, che quest'anno si sono unite per favorire un clima di dialogo. Il giorno delle elezioni siamo stati per 14 ore consecutive in radio, per trasmettere in diretta lo svolgimento del voto, informare la gente e favorire il lavoro delle Commissioni regionali delle elezioni, che attraverso la Radio venivano a sapere dove le urne non erano arrivate o dove c'erano problemi. I nostri 35 corrispondenti,più le equipe di Bissau, Mansoa e Bafatá hanno lavorato con grande professionalità e entusiasmo. Molta gente e responsabili di Istituzioni hanno telefonato per congratularsi. Ieri sera ero stanchissimo ma felice, non solo per il contributo dato al buono svolgimento delle elezioni, ma perché ho avuto la conferma che dando possibilità di formazione e lavoro ai nostri giovani si possono raccogliere grandi risultati. Ora attendiamo i risultati. Noi sappiamo già, tramite i corrispondenti, il probabile risultato, ma per legge sarà la Commissione Nazionale per le elezioni ad annunciarlo. Preghiamo perché gli sconfitti accettino democraticamente il risultato del voto. Non ci sono infatti segni di brogli significativi."

14 novembre 2008

Aspettando le legislative

Reduce dall’ennesimo trasloco, ora posso finalmente vantarmi di abitare in centro cittá! Al mattino vado al lavoro a piedi (20 minuti di strada sono una bazzeccola in confronto ai km macinati a Bubaque!) e - incredibile! – nella nuova casa la luce arriva sia di giorno che di notte: dopo 3 anni di privazioni confesso che non sono piú abituata a tanto lusso! Temo peró che tanta grazia dipenda dalla campagna elettorale che da 2 settimane a questa parte monopolizza la vita del Paese. Niente di nuovo sotto il sole di Bissau: comizi a non finire, piú simili ad arroganti prove di forza che a ponderate presentazioni programmatiche; ministeri e uffici pubblici paralizzati, dal momento che direttori e funzionari – nel tentativo di preservare il posto – hanno momentaneamente messo da parte i propri incarichi per schierarsi a fianco dell’uno o dell’altro partito, disponibilizzando vetture, denaro e abitazioni private; camion carichi di giovani simpatizzanti, striscioni e musica a tutto volume per attirare e convincere gli indecisi; grande dispendio di mezzi, soldi e energie per accaparrarsi il favore di un elettorato in parte ancora poco consapevole rispetto a diritti civici e partecipazione consapevole.
A queste latitudini – ahimé - i voti si comprano e si vendono ancora con facilitá ed alla vigilia delle elezioni la capitale Bissau sembra vivere al di sopra delle sue possibilitá, forse per dare una falsa immagine di sé agli osservatori internazionali. In campo sono scesi numerosi partiti, ma a fare la parte del leone saranno 3 sole formazioni: il PRID di Aristides Gomes (sospettato di coinvolgimento nel giro del narcotraffico), il PRS di Kumba Yala, istigatore di odii etnici e di confusione alla massima potenza, il grande gigante PAIGC, che per risollevarsi scommette sull’imprenditore Carlos Gomes Jr., affidando peró la campagna elettorale ad un giullare del calibro di Baciro Dabó, politico, cantante e showman (vi ricorda qualcuno?..).
Le legislative sono previste per domenica e per ora tutto sembra calmo ... forse troppo calmo. Ho chiesto un po’ in giro per sondare il terreno ma nessuno sa bene cosa aspettarsi. Alcuni ambasciatori, i rappresentanti delle piú importanti ONG ed altri pezzi grossi hanno prenotato un biglietto aereo per allontanarsi dal Paese prima di domenica ... ma tutto questo allarmismo lascia il tempo che trova, visto che per il momento ambasciate e consolati non hanno fornito nessuna direttiva ufficiale. Quel che é certo, é che il 16 novembre nessun mezzo di trasporto potrá circolare e che gli stranieri residenti a Bissau sono stati invitati a limitare gli spostamenti all’interno del Paese, restando in casa.
I guineensi attendono questo momento con un misto di ansia e rassegnazione, in bilico tra la speranza di un cambiamento che inneschi un decisivo giro di vite e la delusione di chi da anni assiste impotente ai giochi di potere di una classe politica corrotta e violenta.
Incrociamo le dita e preghiamo...; che il cambiamento tanto atteso possa veramente iniziare.

09 novembre 2008

MISSIONE QUINARA/RGB HORTIPESCA





Tutto è iniziato con la solita frase di Hélder, il mio capo all’INDE (Intercooperação e Desenvolvimento www.inde.pt): “Daniela, seria um problema viajares na próxima quarta?...”. Certo che no, chefe, sai che Bissau mi sta stretta e che adoro la vita dei villaggi… Stavolta si trattava di preparare e accompagnare la visita del supervisore della Commissione Europea al progetto che da 3 anni a questa parte l’INDE porta avanti nella regione di Quinara, Sud della Guinea. Il progetto in questione (“RGB Hortipesca”) passa per corsi di alfabetizzazione per adulti, casse di risparmio e microcredito, radio VHF per permettere la comunicazione tra i villaggi, cooperative di pescatori e orti comunitari, nel tentativo di migliorare le condizioni di vita della popolazione locale. Era da un pezzo che non mi si presentava l’opportunità di effettuare una visita sul terreno ed anche stavolta io ed i partner locali dell’INDE (le ONG guineensi AMIN e DIVUTEC) non ci siamo fatti mancare tutto il corollario di avventure e inconvenienti ben conosciuti da chi lavora fuori dalla capitale Bissau: pneumatici furati in piena foresta, interminabili viaggi lungo precarie strade di terra battuta, tra balzelli e scossoni e piccoli incidenti (il bollettino di guerra stavolta contempla la morte di una gallina e di un katcur di mangu, una specie di puzzola gigante rea di aver attraversato la strada al momento sbagliato), piccole comunità di etnia beafada isolate dal resto del mondo, ma con una grande capacità di accoglienza ed un sorprendente dinamismo interno. La sveglia puntata alle 5.30 ed una certa dose di testardaggine ci hanno permesso di arrivare fino a Darsalam, località sperduta in mezzo al mato. Scoiattoli, gazzelle, scimmiette, lucertoloni verdi…: mai visto tanti animali così da vicino! Più di tutto, però, colpisce lo spirito di sacrificio di chi lavora in prima linea perché il progetto funzioni, guineensi mal pagati, spesso volontari, che nella calura del tempo delle piogge o sotto il sole a picco inforcano la moto e si spostano nelle tabanche più isolate accompagnando, consigliando, controllando, aiutando… Una cooperazione povera di mezzi, se comparata con le grandi organizzazioni internazionali che ormai proliferano ed imperano anche in Guinea, ma fatta col cuore, dagli africani per gli africani. Me ne rendo conto una volta di più: per chi ama l’Africa e la sua gente, fare questo lavoro è davvero un privilegio.

Notizie dal Congo

La parola a p.Renzo, missionario dehoniano in RD Congo...


“E’ dominio comune anche in Occidente dei tristi fatti di guerra di questi giorni all'Est del Paese. Inerzia di molti (la Comunità Internazionale, l'ONU, il governo di Kinshasa...) ed attivismo di altri (piccoli signori della guerra, affaristi, compagnie in cerca di minerali, Paesi vicini con forti interessi in Congo). Come ritornello le sofferenze e la disperazione della popolazione, ostaggio dei "grandi" e delle loro politiche. Popolazione senza voce, senza mezzi per reagire. Una storia infinita, per ora senza lieto fine. Terreno fertile per nuove ribellioni, per l'ingresso di nuovi profittatori. Chi ci libererà? A ciascuno educarsi ed educare affinché i nostri occhi e gli occhi altrui vedano ovunque l'uomo e la sua dignità, uomo come me, desideroso di tutto il bene come me, figlio di Dio come me... Si, per chi non ha i mezzi della politica e rifiuta quelli della forza si apre la strada delle coscienze, della sua - innanzitutto - e di quella delle persone che può incontrare, in tutte le situazioni di vita e a tutte le latitudini.

Le notizie di guerra di questi giorni non toccano Babonde, nel nostro territorio tutto rimane calmo … ma anche teso, perché quella che sembrava oramai un'epoca di normalizzazione, si rivela invece carica di ulteriore instabilità”.

28 settembre 2008

I MIRACOLI A VOLTE SUCCEDONO...

E sono frutto della buona volontà di tante persone, unite per raggiungere uno stesso obiettivo.
I lettori affezionati del mio blog di certo ricorderanno la storia di Antónia (http://danielabubaque.altervista.org/lettm11.php), 8 anni, due grandi occhi neri spalancati sul mondo e la sfortuna di essere sordomuta in un Paese in cui nulla esiste per i diversamente abili.
L’anno scorso l’avevo promesso a me stessa: Antónia sarebbe andata a scuola!
Un sogno non facile da realizzare, il mio: sulle isole non esiste nessuna struttura per l’insegnamento ai sordi ed il trasferimento in capitale è impensabile per chi – come Antónia - a Bissau non ha una famiglia a cui possa appoggiarsi!
Eppure non ci si poteva proprio rassegnare …
A Bissau ho iniziato a battere a tutte le porte, alla ricerca di una famiglia disposta ad ospitare la bambina.
E grazie ad una buona dose di testardaggine, il miracolo si è realizzato!
Altri hanno cominciato a credere al mio sogno: p.Guerino, parroco di Bubaque, che mi ha messa in contatto con una famiglia di Bissau di sua conoscenza; Delta, che con grande generosità ha accolto Antónia in casa sua; i genitori della bambina, che si sono impegnati a dare un piccolo contributo per le spese della piccola; infine, … la Provvidenza, che attraverso il recente contratto con l’Unione Europea mi ha dato i mezzi per sostenere economicamente gli studi della piccola per tutto il prossimo anno scolastico, pagando la scuola di Antónia ed aiutando la famiglia di Delta per il vitto.
Come nelle favole, il sogno è diventato realtà: tra pochi giorni cominceranno le lezioni alla Scuola Nazionale per Sordomuti; sui banchi, quest'anno, siederà anche una bimba di Bubaque …

21 settembre 2008

KRIOL SABI 3




07 settembre 2008

KRIOL SABI 2





KRIOL SABI






Pochi giorni fa a Bissau si è conclusa l’ennesima edizione del corso di Integrazione Missionaria rivolto a missionari, volontari e cooperanti stranieri da poco sbarcati in Guinea.
Per il secondo anno di fila, su invito dei Vescovi di Bissau e Bafata, ho così vestito i panni di insegnante di criolo, introducendo i neo-arrivati alle bellezze della lingua e della cultura locale durante 5 intense e sorprendenti settimane.
Dovendo conciliare questo impegno con il lavoro all’INDE, la fatica si è fatta sentire … senza contare che a forza di saltare il pranzo ho ottenuto una linea invidiabile!!
Scherzi a parte, l’esperienza è stata bellissima: non capita tutti i giorni di lavorare con 30 alunni di 11 nazionalità differenti, una vera Babele nella quale figuravano India, Kenya, Germania, Ecuador, Brasile e via dicendo!
Quest’anno, per giunta, il gruppo di alunni era molto vario e comprendeva anche alcuni missionari evangelici: si è dunque trattato di una bella condivisione ecumenica e di un indubbio arricchimento per tutti.
Come dimostrano le foto qui postate, i poveri alunni hanno accettato di buon grado il mio metodo didattico, ricco di dinamiche, giochi, role-play e attività ludiche!
...E la professoressa italiana ha potuto ancora una volta coltivare la sua passione per la lingua locale!

22 agosto 2008

No na ndjenha*

Da queste parti le novitá non finiscono mai…
A partire da metá settembre collaboreró con “EU mission in support of Security Sector Reform in Guinea-Bissau” (EU SSR Guinea-Bissau), la missione dell’Unione Europea per la riforma del settore Sicurezza e Difesa, svolta in partnership col governo guineense
(http://www.consilium.europa.eu/cms3_fo/showPage.asp?lang=it&id=1413&mode=g&name=).
Sono stata contrattata come insegnante di criolo per tutto il personale della missione, una quindicina di espatriati di varie nazionalitá e di invidiabile pedigree.
Tra poco si comincia ... fatemi gli auguri!

* In criolo, “ci si sforza”...


Por estas bandas as novidades nunca acabam...
A partir de Setembro vou colaborar com “EU mission in support of Security Sector Reform in Guinea-Bissau” (EU SSR Guiné-Bissau), a missão da União Europeia para a reforma do sector Defesa e Segurança, em parceria com o governo guineense
(http://www.consilium.europa.eu/cms3_fo/showPage.asp?lang=it&id=1413&mode=g&name=).
Fui contratada como professora de crioulo para todo o pessoal da missão, uma quinzena de expatriados de diferente nacionalidade e de invejável pedigree.
Vamos começar daqui a pouco ... dêem-me os parabéns!

* Em crioulo, “esforçamo-nos por avançar”...

08 agosto 2008

Ultime dalla Guinea

Nuova crisi politica e istituzionale, nuovo governo che cade...
Martedi il Presidente Nino Vieira ha pubblicamente esonerato il Primo Ministro Martinho N’Dafa Cabi - in carica da poco piú di un anno - e sciolto il Parlamento, nominando Carlos Correia a capo dell’esecutivo guineense.
Nei giorni scorsi il Comandante della Marina Militare Guineense, accusato di un tentato golpe, é stato posto agli arresti domiciliari.
Come se non bastasse, il vuoto istituzionale creatosi con la caduta del governo sta mettendo a rischio le elezioni legislative previste a novembre.
E intanto il colera imperversa e l’epidemia continua...

20 luglio 2008

Di nuovo il colera a Bissau

Ormai é ufficiale: in Guinea é scoppiata una nuova epidemia di colera.
Nella sola Bissau i casi identificati sono già 400.
L'epidemia si sta diffondendo a macchia d'olio ... e con essa la paura, perché questo é un autentico déjà vu.
Il Ministero della Sanità, la società civile e molte ONG internazionali si sono già attivate per sensibilizzare e prevenire, ma le precarie condizioni igieniche di molti quartieri (fogne a cielo aperto e assenza di acqua potabile) e le tradizioni di alcune etnie non aiutano a limitare i danni, favorendo anzi il contagio.

Speriamo in bene...

Malaria? Sì grazie!

Un’altra malaria - la quarta - da aggiungere alla mia collezione di malanni africani...
La puntura della zanzara anofele, si sa, provoca sintomi vari e soggettivi.
Nel mio caso, ogni nuovo attacco di malaria é accompagnato dalla sgradevole sensazione che mi sia passato sopra un camion, lasciandomi le ossa a pezzettini...
Comprensibilmente, in una simile situazione l'unico desiderio del malato di turno é quello di essere lasciato in pace, aspettando che passi.
La malattia peró, da queste parti, é un fatto sociale, un affare che riguarda tutta la comunitá.
Impossibile sottrarsi, quando si vive in un quartiere popolare!
Certo, la processione di vicine piú o meno conosciute che passano a dare un’occhiata e si installano in casa con la massima naturalezza non é esattamente gradita quando si é in balia di nausea, febbre e coliche assortite. Eppure ... a pensarci bene ... io preferisco la tazza di brodo (spesso accompagnata da qualche misterioso rimedio tradizionale, perché “con questo domani sei in piedi!”) offerta dai miei vicini africani all’educata indifferenza che si respira nei nostri condomini!

10 luglio 2008

GIOCHI...SENZA FRONTIERE


In questo blog senza pretese ci può stare anche un po’ di pubblicità sportiva formato famiglia: mentre la primogenita sfida la calura africana dandosi al jogging (Ve lo raccomando! Un vero suicidio settimanale...), dall’altra parte dell’emisfero il “piccolino” di casa Gelso fa sul serio! Come molti già sanno, mio fratello Gabriele fa parte della Nazionale Italiana ed in questo momento si trova in Rep.Ceca per gli Europei di TCHOUKBALL, che catapulteranno i vincitori direttamente ai World Games.
…Come? Non sapete cos’é il tchoukball??!!
Nessun problema: si tratta di uno sport tanto acrobatico quanto sconosciuto, a metà strada tra la pallamano e il basket; a Taiwan ed in Svizzera é popolare come il calcio, ma in Italia é arrivato solo pochi anni fa.
Da segnalare il lodevole tentativo da parte di mio fratello di esportare questo appassionante sport perfino a queste latitudini, quando l’estate scorsa – in visita in Guinea - ha inutilmente tentato di insegnarlo ai guineensi…!
Per chi volesse saperne di più segnalo i siti made in Italy
www.tchoukball.it, e www.polisportlimbiate.it (squadra di club in cui gioca il fratellino), mentre per seguire le sorti dei nostri eroi agli Europei basta consultare
www.tchoukballworld.net.
Forza azzurri!!!


08 luglio 2008

NOBAS DI BISSAU

...Perché tentare di raccontarvi la Guinea quando c’é chi sa farlo molto meglio di me?!

"Carissimi amici, (...) vorrei iniziare con qualche buona notizia.

Innazitutto quest’anno le piogge sono iniziate presto e con regolarità in tutto il Paese: se continueranno così, il raccolto sarà buono e potrà dare un po’ di sicurezza nel clima di crisi alimentare che si abbatte su tutti noi.
La seconda bella notizia è che sono state fissate le elezioni leslative per novembre, e oggi inizia il processo di censimento elettorale. Molta è l’attesa, e anche il timore, perché in luoghi dove la democrazia è giovane, le elezioni sono sempre un pericolo di instabilità grave. Ma il fatto che avvengano è già un buon segnale.
Purtroppo questo periodo è particolarmente difficile per la gente, perchè la crisi alimentare mondiale ha qui ripercussioni drammatiche. Per settimane la nazione è rimasta senza combustibili e spesso senza riso sul mercato perchè gli importatori erano in attesa degli aumenti (la globalizzazione infatti ha portato questa novità anche in Guinea: al primo posto le leggi del mercato, non le necessità primarie delle persone). Pochi giorni fa sono stati decisi i nuovi prezzi del combustibile e del riso: aumenti netti del 35% da un giorno all’altro! Naturalmente anche il resto aumenta, tranne gli stipendi e il valore dei prodotti locali. Se in Italia questa crisi crea problemi seri, immaginate qui cosa significa per la maggioranza della gente poter mangiare il 35% in meno di prima!
Cosa fare per questa gente? È sempre più urgente puntare sulla formazione e sull’educazione per affrontare questo mondo unificato senza esserne sempre dipendenti e schiavi.
La formazione di una classe dirigente che metta al primo posto il valore della persona e dei più bisognosi, di una società civile che faccia sentire la sua voce di fronte a tante ingiustizie, restano una priorità.
Oltre al solito problema che pochi governanti pensano al bene comune, c’è anche una forte passività tra la gente. Mentre Bissau era paralizzata per mancanza di combustibili e gli statali non ricevevano il loro magro stipendio da 4 mesi, il Presidente della Repubblica riceveva il suo omologo del Gambia con sfarzo di automobili, moto di lusso e “gita” sulle isole in elicottero con 100 persone al seguito. Tutto questo nell’accettazione passiva della gente, che si limitava a lamentarsi nei crocicchi delle strade.
Educare la società civile a far sentire la propria voce e a rivendicare i propri diritti è anche un’urgenza per prevenire i conflitti, perchè la rabbia che soggiace alla passività può esplodere da un momento all’altro in forme incontrollabili".
(In www.africapadredavide.it)

22 giugno 2008

UN NOME NUOVO



Per la seconda volta, nella mia breve carriera di madrina africana, sono stata scelta per assolvere a questo delicato compito. Stavolta non si è trattato di un adorabile bimbetto di pochi mesi (http://danielabubaque.altervista.org/lettm03.php) ma di una giovane ragazza bijagò, che dopo 5 anni di preparazione al Battesimo quest’anno ha finalmente potuto ricevere il sospirato sacramento.
L’amicizia che mi lega a Sui, meglio conosciuta come Kuke, è forte … e vale bene l’ennesimo viaggio in canoa!
Parto dunque alla volta di Bubaque per assolvere ai miei obblighi di madrina ed accompagnare Kuke a questo passo importante.
Importante per lei, che ha scelto consapevolmente questo cammino, ma importante anche per me, che in qualità di madrina sono chiamata ad essere per lei un esempio, un modello, un punto di riferimento … cosa tutt’altro che facile!
Emozionata, ho assistito al rito del nome: abituata ai nostri battesimi italiani, dove i bambini vengono battezzati entro l’anno e dove sono i genitori a scegliere il nome dei figli, il “cambio del nome” mi ha presa un po’ in contropiede.
Dal momento che molti guineensi hanno un nome tradizionale, al momento del Battesimo viene loro chiesto di aggiungerne uno cristiano.
Kuke però non ha espresso preferenze ed ha chiesto a me di “ribattezzarla”! Oddio, che tremenda responsabilità!!!
Ci pensavo quella notte stessa: non è facile scegliere il nome di una persona, un nome che questa si porterà dietro per tutta la vita.
Scegliere il nome è aggiungere un tassello all’identità di una persona, imprimere una marca che rimarrà per sempre, rivestire un ruolo importante nella sua vita… insomma, una cosa grossa!!
Ci ho pensato e ripensato, ed alla fine ho scelto FRANCISCA, in omaggio al santo di Assisi.
La scelta di questo nome vuole essere per Kuke un augurio a crescere nella semplicità e nell’umiltà, due virtù che a S. Francesco certo non mancavano.
Parabéns, Francisca Sui, pa bo, kaminhu iabri!!



20 giugno 2008

CONTRA VONTADE

Per i lusofoni, riporto di seguito un illuminante articolo di Jorge Neto, che sottoscrivo pienamente...

(Da http://africanidades.blogspot.com/)

'Há indignação no ar, em Bissau, face a uma atitude do embaixador português para com uma cidadã lusa. Não vou comentar nem “linkar” o caso, precisamente porque já deixou de ser apenas “político-diplomático” para começar a ser pessoal e intestinal. Acho, contudo, interessante que sejam sobretudo guineenses os porta-vozes da indignação (e daí não vem mal nenhum ao mundo).Tecerei apenas algumas considerações genéricas sobre a presença de estrangeiros na capital bissau-guineense. Que fique bem claro que não me refiro a ninguém, nem a nenhum grupo de pessoas, em concreto.Bissau tem 3 tipos de brancos (diplomatas, cooperantes e outros):1 – os que lá estão porque foram para lá enviados pela instituição/empresa para a qual trabalham;2 – os que lá estão por dinheiro;3 – os que lá estão porque gostam de África e/ou da Guiné-Bissau.Os terceiros, a minoria, são os mais discretos no meio desta fauna selvagem que pulula na pequena capital africana. Não dão nas vistas, fazem o seu trabalhinho e vão gozando a vida, contentes por ali estarem, embora admitindo que há locais melhores para se viver.Os primeiros e os segundos são os que causam problemas. São malcriados, trabalham contra-vontade e representam mal os organismos/empresas para os quais trabalham. Lamentam-se a toda a hora de uma terra e de um povo que já carrega nas costas um calvário inteiro. Tornam-se racistas. Armam zaragatas. Fumam droga, bebem alcóol, fazem sexo com quem não devem e passam o tempo procurando esquecer o tempo em que estão – de castigo – em Bissau.Ora, estas pessoas não têm culpa da sua sorte. Se foram parar a Bissau é porque: ou ganhavam mal onde estavam ou não mereceram a confiança dos seus superiores/patrões para ir para locais melhores (“melhores” segundo eles, pois para mim Bissau é a cidade perfeita para se viver). Assim, a culpa das suas atitudes é de quem para lá os enviou, que não deveria ter enviado. Quem, no norte do mundo, faz a escolha dos profissionais a enviar para Bissau devia ser mais criterioso e não mandar para lá qualquer um.Por outro lado, quem para lá é enviado não devia descarrregar angústias e frustrações em cima dos outros. Bissau é uma cidade pouco simpática (na perspectiva desta gente), mas nem sempre na vida se pode trabalhar em locais (ditos por estas pessoas) “agradáveis e bonitos”. Não se pode comer bife do lombo todos os dias. Uma bentaninha cozida sem sal, cheia de espinhas e a saber a bolanha não faz mal a ninguém, de vez em quando.'

28 maggio 2008

TIZIANO TERZANI

"Purtroppo oggi sul palcoscenico del mondo noi occidentali siamo insieme i soli protagonisti ed i soli spettatori, e così, attraverso le nostre televisioni ed i nostri giornali, non ascoltiamo che le nostre ragioni, non proviamo che il nostro dolore."

"Infelizmente, no cenário do mundo de hoje, nós ocidentais somos os únicos protagonistas e os únicos espectadores e, assim, através das nossas televisões e dos nossos jornais, só ouvimos as nossas razões e sentimos apenas a nossa dor ."