22 agosto 2008

No na ndjenha*

Da queste parti le novitá non finiscono mai…
A partire da metá settembre collaboreró con “EU mission in support of Security Sector Reform in Guinea-Bissau” (EU SSR Guinea-Bissau), la missione dell’Unione Europea per la riforma del settore Sicurezza e Difesa, svolta in partnership col governo guineense
(http://www.consilium.europa.eu/cms3_fo/showPage.asp?lang=it&id=1413&mode=g&name=).
Sono stata contrattata come insegnante di criolo per tutto il personale della missione, una quindicina di espatriati di varie nazionalitá e di invidiabile pedigree.
Tra poco si comincia ... fatemi gli auguri!

* In criolo, “ci si sforza”...


Por estas bandas as novidades nunca acabam...
A partir de Setembro vou colaborar com “EU mission in support of Security Sector Reform in Guinea-Bissau” (EU SSR Guiné-Bissau), a missão da União Europeia para a reforma do sector Defesa e Segurança, em parceria com o governo guineense
(http://www.consilium.europa.eu/cms3_fo/showPage.asp?lang=it&id=1413&mode=g&name=).
Fui contratada como professora de crioulo para todo o pessoal da missão, uma quinzena de expatriados de diferente nacionalidade e de invejável pedigree.
Vamos começar daqui a pouco ... dêem-me os parabéns!

* Em crioulo, “esforçamo-nos por avançar”...

08 agosto 2008

Ultime dalla Guinea

Nuova crisi politica e istituzionale, nuovo governo che cade...
Martedi il Presidente Nino Vieira ha pubblicamente esonerato il Primo Ministro Martinho N’Dafa Cabi - in carica da poco piú di un anno - e sciolto il Parlamento, nominando Carlos Correia a capo dell’esecutivo guineense.
Nei giorni scorsi il Comandante della Marina Militare Guineense, accusato di un tentato golpe, é stato posto agli arresti domiciliari.
Come se non bastasse, il vuoto istituzionale creatosi con la caduta del governo sta mettendo a rischio le elezioni legislative previste a novembre.
E intanto il colera imperversa e l’epidemia continua...

20 luglio 2008

Di nuovo il colera a Bissau

Ormai é ufficiale: in Guinea é scoppiata una nuova epidemia di colera.
Nella sola Bissau i casi identificati sono già 400.
L'epidemia si sta diffondendo a macchia d'olio ... e con essa la paura, perché questo é un autentico déjà vu.
Il Ministero della Sanità, la società civile e molte ONG internazionali si sono già attivate per sensibilizzare e prevenire, ma le precarie condizioni igieniche di molti quartieri (fogne a cielo aperto e assenza di acqua potabile) e le tradizioni di alcune etnie non aiutano a limitare i danni, favorendo anzi il contagio.

Speriamo in bene...

Malaria? Sì grazie!

Un’altra malaria - la quarta - da aggiungere alla mia collezione di malanni africani...
La puntura della zanzara anofele, si sa, provoca sintomi vari e soggettivi.
Nel mio caso, ogni nuovo attacco di malaria é accompagnato dalla sgradevole sensazione che mi sia passato sopra un camion, lasciandomi le ossa a pezzettini...
Comprensibilmente, in una simile situazione l'unico desiderio del malato di turno é quello di essere lasciato in pace, aspettando che passi.
La malattia peró, da queste parti, é un fatto sociale, un affare che riguarda tutta la comunitá.
Impossibile sottrarsi, quando si vive in un quartiere popolare!
Certo, la processione di vicine piú o meno conosciute che passano a dare un’occhiata e si installano in casa con la massima naturalezza non é esattamente gradita quando si é in balia di nausea, febbre e coliche assortite. Eppure ... a pensarci bene ... io preferisco la tazza di brodo (spesso accompagnata da qualche misterioso rimedio tradizionale, perché “con questo domani sei in piedi!”) offerta dai miei vicini africani all’educata indifferenza che si respira nei nostri condomini!

10 luglio 2008

GIOCHI...SENZA FRONTIERE


In questo blog senza pretese ci può stare anche un po’ di pubblicità sportiva formato famiglia: mentre la primogenita sfida la calura africana dandosi al jogging (Ve lo raccomando! Un vero suicidio settimanale...), dall’altra parte dell’emisfero il “piccolino” di casa Gelso fa sul serio! Come molti già sanno, mio fratello Gabriele fa parte della Nazionale Italiana ed in questo momento si trova in Rep.Ceca per gli Europei di TCHOUKBALL, che catapulteranno i vincitori direttamente ai World Games.
…Come? Non sapete cos’é il tchoukball??!!
Nessun problema: si tratta di uno sport tanto acrobatico quanto sconosciuto, a metà strada tra la pallamano e il basket; a Taiwan ed in Svizzera é popolare come il calcio, ma in Italia é arrivato solo pochi anni fa.
Da segnalare il lodevole tentativo da parte di mio fratello di esportare questo appassionante sport perfino a queste latitudini, quando l’estate scorsa – in visita in Guinea - ha inutilmente tentato di insegnarlo ai guineensi…!
Per chi volesse saperne di più segnalo i siti made in Italy
www.tchoukball.it, e www.polisportlimbiate.it (squadra di club in cui gioca il fratellino), mentre per seguire le sorti dei nostri eroi agli Europei basta consultare
www.tchoukballworld.net.
Forza azzurri!!!


08 luglio 2008

NOBAS DI BISSAU

...Perché tentare di raccontarvi la Guinea quando c’é chi sa farlo molto meglio di me?!

"Carissimi amici, (...) vorrei iniziare con qualche buona notizia.

Innazitutto quest’anno le piogge sono iniziate presto e con regolarità in tutto il Paese: se continueranno così, il raccolto sarà buono e potrà dare un po’ di sicurezza nel clima di crisi alimentare che si abbatte su tutti noi.
La seconda bella notizia è che sono state fissate le elezioni leslative per novembre, e oggi inizia il processo di censimento elettorale. Molta è l’attesa, e anche il timore, perché in luoghi dove la democrazia è giovane, le elezioni sono sempre un pericolo di instabilità grave. Ma il fatto che avvengano è già un buon segnale.
Purtroppo questo periodo è particolarmente difficile per la gente, perchè la crisi alimentare mondiale ha qui ripercussioni drammatiche. Per settimane la nazione è rimasta senza combustibili e spesso senza riso sul mercato perchè gli importatori erano in attesa degli aumenti (la globalizzazione infatti ha portato questa novità anche in Guinea: al primo posto le leggi del mercato, non le necessità primarie delle persone). Pochi giorni fa sono stati decisi i nuovi prezzi del combustibile e del riso: aumenti netti del 35% da un giorno all’altro! Naturalmente anche il resto aumenta, tranne gli stipendi e il valore dei prodotti locali. Se in Italia questa crisi crea problemi seri, immaginate qui cosa significa per la maggioranza della gente poter mangiare il 35% in meno di prima!
Cosa fare per questa gente? È sempre più urgente puntare sulla formazione e sull’educazione per affrontare questo mondo unificato senza esserne sempre dipendenti e schiavi.
La formazione di una classe dirigente che metta al primo posto il valore della persona e dei più bisognosi, di una società civile che faccia sentire la sua voce di fronte a tante ingiustizie, restano una priorità.
Oltre al solito problema che pochi governanti pensano al bene comune, c’è anche una forte passività tra la gente. Mentre Bissau era paralizzata per mancanza di combustibili e gli statali non ricevevano il loro magro stipendio da 4 mesi, il Presidente della Repubblica riceveva il suo omologo del Gambia con sfarzo di automobili, moto di lusso e “gita” sulle isole in elicottero con 100 persone al seguito. Tutto questo nell’accettazione passiva della gente, che si limitava a lamentarsi nei crocicchi delle strade.
Educare la società civile a far sentire la propria voce e a rivendicare i propri diritti è anche un’urgenza per prevenire i conflitti, perchè la rabbia che soggiace alla passività può esplodere da un momento all’altro in forme incontrollabili".
(In www.africapadredavide.it)

22 giugno 2008

UN NOME NUOVO



Per la seconda volta, nella mia breve carriera di madrina africana, sono stata scelta per assolvere a questo delicato compito. Stavolta non si è trattato di un adorabile bimbetto di pochi mesi (http://danielabubaque.altervista.org/lettm03.php) ma di una giovane ragazza bijagò, che dopo 5 anni di preparazione al Battesimo quest’anno ha finalmente potuto ricevere il sospirato sacramento.
L’amicizia che mi lega a Sui, meglio conosciuta come Kuke, è forte … e vale bene l’ennesimo viaggio in canoa!
Parto dunque alla volta di Bubaque per assolvere ai miei obblighi di madrina ed accompagnare Kuke a questo passo importante.
Importante per lei, che ha scelto consapevolmente questo cammino, ma importante anche per me, che in qualità di madrina sono chiamata ad essere per lei un esempio, un modello, un punto di riferimento … cosa tutt’altro che facile!
Emozionata, ho assistito al rito del nome: abituata ai nostri battesimi italiani, dove i bambini vengono battezzati entro l’anno e dove sono i genitori a scegliere il nome dei figli, il “cambio del nome” mi ha presa un po’ in contropiede.
Dal momento che molti guineensi hanno un nome tradizionale, al momento del Battesimo viene loro chiesto di aggiungerne uno cristiano.
Kuke però non ha espresso preferenze ed ha chiesto a me di “ribattezzarla”! Oddio, che tremenda responsabilità!!!
Ci pensavo quella notte stessa: non è facile scegliere il nome di una persona, un nome che questa si porterà dietro per tutta la vita.
Scegliere il nome è aggiungere un tassello all’identità di una persona, imprimere una marca che rimarrà per sempre, rivestire un ruolo importante nella sua vita… insomma, una cosa grossa!!
Ci ho pensato e ripensato, ed alla fine ho scelto FRANCISCA, in omaggio al santo di Assisi.
La scelta di questo nome vuole essere per Kuke un augurio a crescere nella semplicità e nell’umiltà, due virtù che a S. Francesco certo non mancavano.
Parabéns, Francisca Sui, pa bo, kaminhu iabri!!