20 luglio 2008

Di nuovo il colera a Bissau

Ormai é ufficiale: in Guinea é scoppiata una nuova epidemia di colera.
Nella sola Bissau i casi identificati sono già 400.
L'epidemia si sta diffondendo a macchia d'olio ... e con essa la paura, perché questo é un autentico déjà vu.
Il Ministero della Sanità, la società civile e molte ONG internazionali si sono già attivate per sensibilizzare e prevenire, ma le precarie condizioni igieniche di molti quartieri (fogne a cielo aperto e assenza di acqua potabile) e le tradizioni di alcune etnie non aiutano a limitare i danni, favorendo anzi il contagio.

Speriamo in bene...

Malaria? Sì grazie!

Un’altra malaria - la quarta - da aggiungere alla mia collezione di malanni africani...
La puntura della zanzara anofele, si sa, provoca sintomi vari e soggettivi.
Nel mio caso, ogni nuovo attacco di malaria é accompagnato dalla sgradevole sensazione che mi sia passato sopra un camion, lasciandomi le ossa a pezzettini...
Comprensibilmente, in una simile situazione l'unico desiderio del malato di turno é quello di essere lasciato in pace, aspettando che passi.
La malattia peró, da queste parti, é un fatto sociale, un affare che riguarda tutta la comunitá.
Impossibile sottrarsi, quando si vive in un quartiere popolare!
Certo, la processione di vicine piú o meno conosciute che passano a dare un’occhiata e si installano in casa con la massima naturalezza non é esattamente gradita quando si é in balia di nausea, febbre e coliche assortite. Eppure ... a pensarci bene ... io preferisco la tazza di brodo (spesso accompagnata da qualche misterioso rimedio tradizionale, perché “con questo domani sei in piedi!”) offerta dai miei vicini africani all’educata indifferenza che si respira nei nostri condomini!

10 luglio 2008

GIOCHI...SENZA FRONTIERE


In questo blog senza pretese ci può stare anche un po’ di pubblicità sportiva formato famiglia: mentre la primogenita sfida la calura africana dandosi al jogging (Ve lo raccomando! Un vero suicidio settimanale...), dall’altra parte dell’emisfero il “piccolino” di casa Gelso fa sul serio! Come molti già sanno, mio fratello Gabriele fa parte della Nazionale Italiana ed in questo momento si trova in Rep.Ceca per gli Europei di TCHOUKBALL, che catapulteranno i vincitori direttamente ai World Games.
…Come? Non sapete cos’é il tchoukball??!!
Nessun problema: si tratta di uno sport tanto acrobatico quanto sconosciuto, a metà strada tra la pallamano e il basket; a Taiwan ed in Svizzera é popolare come il calcio, ma in Italia é arrivato solo pochi anni fa.
Da segnalare il lodevole tentativo da parte di mio fratello di esportare questo appassionante sport perfino a queste latitudini, quando l’estate scorsa – in visita in Guinea - ha inutilmente tentato di insegnarlo ai guineensi…!
Per chi volesse saperne di più segnalo i siti made in Italy
www.tchoukball.it, e www.polisportlimbiate.it (squadra di club in cui gioca il fratellino), mentre per seguire le sorti dei nostri eroi agli Europei basta consultare
www.tchoukballworld.net.
Forza azzurri!!!


08 luglio 2008

NOBAS DI BISSAU

...Perché tentare di raccontarvi la Guinea quando c’é chi sa farlo molto meglio di me?!

"Carissimi amici, (...) vorrei iniziare con qualche buona notizia.

Innazitutto quest’anno le piogge sono iniziate presto e con regolarità in tutto il Paese: se continueranno così, il raccolto sarà buono e potrà dare un po’ di sicurezza nel clima di crisi alimentare che si abbatte su tutti noi.
La seconda bella notizia è che sono state fissate le elezioni leslative per novembre, e oggi inizia il processo di censimento elettorale. Molta è l’attesa, e anche il timore, perché in luoghi dove la democrazia è giovane, le elezioni sono sempre un pericolo di instabilità grave. Ma il fatto che avvengano è già un buon segnale.
Purtroppo questo periodo è particolarmente difficile per la gente, perchè la crisi alimentare mondiale ha qui ripercussioni drammatiche. Per settimane la nazione è rimasta senza combustibili e spesso senza riso sul mercato perchè gli importatori erano in attesa degli aumenti (la globalizzazione infatti ha portato questa novità anche in Guinea: al primo posto le leggi del mercato, non le necessità primarie delle persone). Pochi giorni fa sono stati decisi i nuovi prezzi del combustibile e del riso: aumenti netti del 35% da un giorno all’altro! Naturalmente anche il resto aumenta, tranne gli stipendi e il valore dei prodotti locali. Se in Italia questa crisi crea problemi seri, immaginate qui cosa significa per la maggioranza della gente poter mangiare il 35% in meno di prima!
Cosa fare per questa gente? È sempre più urgente puntare sulla formazione e sull’educazione per affrontare questo mondo unificato senza esserne sempre dipendenti e schiavi.
La formazione di una classe dirigente che metta al primo posto il valore della persona e dei più bisognosi, di una società civile che faccia sentire la sua voce di fronte a tante ingiustizie, restano una priorità.
Oltre al solito problema che pochi governanti pensano al bene comune, c’è anche una forte passività tra la gente. Mentre Bissau era paralizzata per mancanza di combustibili e gli statali non ricevevano il loro magro stipendio da 4 mesi, il Presidente della Repubblica riceveva il suo omologo del Gambia con sfarzo di automobili, moto di lusso e “gita” sulle isole in elicottero con 100 persone al seguito. Tutto questo nell’accettazione passiva della gente, che si limitava a lamentarsi nei crocicchi delle strade.
Educare la società civile a far sentire la propria voce e a rivendicare i propri diritti è anche un’urgenza per prevenire i conflitti, perchè la rabbia che soggiace alla passività può esplodere da un momento all’altro in forme incontrollabili".
(In www.africapadredavide.it)

22 giugno 2008

UN NOME NUOVO



Per la seconda volta, nella mia breve carriera di madrina africana, sono stata scelta per assolvere a questo delicato compito. Stavolta non si è trattato di un adorabile bimbetto di pochi mesi (http://danielabubaque.altervista.org/lettm03.php) ma di una giovane ragazza bijagò, che dopo 5 anni di preparazione al Battesimo quest’anno ha finalmente potuto ricevere il sospirato sacramento.
L’amicizia che mi lega a Sui, meglio conosciuta come Kuke, è forte … e vale bene l’ennesimo viaggio in canoa!
Parto dunque alla volta di Bubaque per assolvere ai miei obblighi di madrina ed accompagnare Kuke a questo passo importante.
Importante per lei, che ha scelto consapevolmente questo cammino, ma importante anche per me, che in qualità di madrina sono chiamata ad essere per lei un esempio, un modello, un punto di riferimento … cosa tutt’altro che facile!
Emozionata, ho assistito al rito del nome: abituata ai nostri battesimi italiani, dove i bambini vengono battezzati entro l’anno e dove sono i genitori a scegliere il nome dei figli, il “cambio del nome” mi ha presa un po’ in contropiede.
Dal momento che molti guineensi hanno un nome tradizionale, al momento del Battesimo viene loro chiesto di aggiungerne uno cristiano.
Kuke però non ha espresso preferenze ed ha chiesto a me di “ribattezzarla”! Oddio, che tremenda responsabilità!!!
Ci pensavo quella notte stessa: non è facile scegliere il nome di una persona, un nome che questa si porterà dietro per tutta la vita.
Scegliere il nome è aggiungere un tassello all’identità di una persona, imprimere una marca che rimarrà per sempre, rivestire un ruolo importante nella sua vita… insomma, una cosa grossa!!
Ci ho pensato e ripensato, ed alla fine ho scelto FRANCISCA, in omaggio al santo di Assisi.
La scelta di questo nome vuole essere per Kuke un augurio a crescere nella semplicità e nell’umiltà, due virtù che a S. Francesco certo non mancavano.
Parabéns, Francisca Sui, pa bo, kaminhu iabri!!



20 giugno 2008

CONTRA VONTADE

Per i lusofoni, riporto di seguito un illuminante articolo di Jorge Neto, che sottoscrivo pienamente...

(Da http://africanidades.blogspot.com/)

'Há indignação no ar, em Bissau, face a uma atitude do embaixador português para com uma cidadã lusa. Não vou comentar nem “linkar” o caso, precisamente porque já deixou de ser apenas “político-diplomático” para começar a ser pessoal e intestinal. Acho, contudo, interessante que sejam sobretudo guineenses os porta-vozes da indignação (e daí não vem mal nenhum ao mundo).Tecerei apenas algumas considerações genéricas sobre a presença de estrangeiros na capital bissau-guineense. Que fique bem claro que não me refiro a ninguém, nem a nenhum grupo de pessoas, em concreto.Bissau tem 3 tipos de brancos (diplomatas, cooperantes e outros):1 – os que lá estão porque foram para lá enviados pela instituição/empresa para a qual trabalham;2 – os que lá estão por dinheiro;3 – os que lá estão porque gostam de África e/ou da Guiné-Bissau.Os terceiros, a minoria, são os mais discretos no meio desta fauna selvagem que pulula na pequena capital africana. Não dão nas vistas, fazem o seu trabalhinho e vão gozando a vida, contentes por ali estarem, embora admitindo que há locais melhores para se viver.Os primeiros e os segundos são os que causam problemas. São malcriados, trabalham contra-vontade e representam mal os organismos/empresas para os quais trabalham. Lamentam-se a toda a hora de uma terra e de um povo que já carrega nas costas um calvário inteiro. Tornam-se racistas. Armam zaragatas. Fumam droga, bebem alcóol, fazem sexo com quem não devem e passam o tempo procurando esquecer o tempo em que estão – de castigo – em Bissau.Ora, estas pessoas não têm culpa da sua sorte. Se foram parar a Bissau é porque: ou ganhavam mal onde estavam ou não mereceram a confiança dos seus superiores/patrões para ir para locais melhores (“melhores” segundo eles, pois para mim Bissau é a cidade perfeita para se viver). Assim, a culpa das suas atitudes é de quem para lá os enviou, que não deveria ter enviado. Quem, no norte do mundo, faz a escolha dos profissionais a enviar para Bissau devia ser mais criterioso e não mandar para lá qualquer um.Por outro lado, quem para lá é enviado não devia descarrregar angústias e frustrações em cima dos outros. Bissau é uma cidade pouco simpática (na perspectiva desta gente), mas nem sempre na vida se pode trabalhar em locais (ditos por estas pessoas) “agradáveis e bonitos”. Não se pode comer bife do lombo todos os dias. Uma bentaninha cozida sem sal, cheia de espinhas e a saber a bolanha não faz mal a ninguém, de vez em quando.'

28 maggio 2008

TIZIANO TERZANI

"Purtroppo oggi sul palcoscenico del mondo noi occidentali siamo insieme i soli protagonisti ed i soli spettatori, e così, attraverso le nostre televisioni ed i nostri giornali, non ascoltiamo che le nostre ragioni, non proviamo che il nostro dolore."

"Infelizmente, no cenário do mundo de hoje, nós ocidentais somos os únicos protagonistas e os únicos espectadores e, assim, através das nossas televisões e dos nossos jornais, só ouvimos as nossas razões e sentimos apenas a nossa dor ."